Il decalogo del socio Arci

Hai scelto liberamente di diventare un socio dell’Arci e la tua tessera ti permette ora l’ingresso in un universo ricco e multiforme: l’universo dei Circoli.

Diventi così protagonista della nostra Associazione; parte attiva con i suoi diritti e i suoi doveri; fruitore a pieno titolo di servizi e attività, ma tu stesso impegnato a dare idee ed energie alla loro creazione e alla loro migliore qualità.
Quando il Circolo dove ti sei iscritto è nato, i suoi fondatori erano certi che le attività nate dalle loro passioni sarebbero state motivo di allegria, di riflessione, di giocosità e di impegno anche per tutti coloro che avrebbero potuto e saputo avvicinare. Questa era, ed è ancora adesso, la loro grande e semplice idea.

Ma ora non è più solo loro. È anche tua. Sei anche tu, insomma, insieme agli altri soci, responsabile del futuro di quell’idea. Allora, sappi innanzitutto quali sono le prime cose che ti si chiedono e quelle che devi chiedere….

Essere socio vuol dire:

  • conoscere lo statuto del proprio Circolo, condividerne le finalità e rispettarne le regole
  • prendere parte attiva alla vita del Circolo, collaborando con gli altri soci all’organizzazione delle attività e alla realizzazione dei suoi scopi sociali
  • partecipare alle assemblee, esercitando il proprio diritto-dovere di decisione sulle scelte che riguardano la vita del Circolo
  • partecipare alla discussione e all’approvazione del bilancio annuale del Circolo
  • partecipare all’elezione degli organismi dirigenti del Circolo e, se lo ritieni, candidarsi a farne parte
  • impegnarsi ad affermare dentro e fuori del Circolo il valore e la dignità delle persone, al di là di ogni differenza di sesso, razza o religione, la cultura e la pratica della tolleranza, della pace, della cooperazione e della solidarietà tra i cittadini
  • occuparsi dei problemi del territorio, prestando la propria attività a sostegno dei cittadini più deboli, per la crescita culturale e civile della comunità
  • e infine ricorda che il gioco, la gioia e la felicità sono beni inalienabili di tutti che ognuno ha il diritto di preservare.